Ci siamo sfiorati nel sonno
rincorrendo parole di silenzio
ci siamo guardati a lungo
poi ti ho chiesto:
è questo il destino di noi uomini
malati d'amore
appesi a fili d'incertezza?
tu
rubandomi carezze
hai chinato il viso ed hai pianto.
Ci siamo sfiorati nel sonno
piegando i sogni alla nostra felicità.
Amandoci
non ci saremmo mai visti
cercandoci
non ci saremmo mai trovati
ma solo per magia
ci saremmo lasciati.
E' l'anello delle passioni
che mi porta ad amare i tuoi occhi
è la conchiglia dei tuoi baci
che mi porta a costruire per te
pause di serenità.
Ancella della mia follia
la mente ricama il timido sguardo
di dilatati silenzi.
Lungo strade scavate di misteri
il Tevere si sciacqua di grandiosità.
Timidi scorci
grondanti di pudore
imbavagliano lo sguardo di stupore
quando Roma
dalle braccia sfuggenti
fa sgusciare trepidanti emozioni.
I mille specchi di una folla in frantumi
sfregiano il volto di Dio
là dove
un antico fanatismo
carico di follie
invoca nomi e identità.
Asciugo i miei occhi
sulla tua pelle profumata di bellezza
tu che sei
sposa allibita del mondo e di te stessa
senza il mondo
e senza te stessa.
Come puoi
a volte
divenire fiaba o mistero
come puoi
a volte
divenire dolce risveglio dei miei sogni alati.
Fammi toccare una briciola del tuo cuore
senza che io mi appenda ai tuoi perchè
dimmi che mi ami
almeno una volta
in occasioni di un dono
ricco di domani.
Il tuo volto di bimbo
in questa notte deserta
disegna sulla strada
i colori dell'arcobaleno
mi avvicino
scrivendo sui fantasmi del passato
l'uomo del domani