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Utente: milano08
Nome: Maria
Ho quarantasei anni e mi piacerebbe essere una scrittrice di successo. Mi piace molto leggere, scrivere e andare al cinema.

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venerdì, 31 ottobre 2008

Due novembre

Che importa se i morti festeggiano i morti

oggi sento

tra le foglie di un autunno stanco

sfogliare preghiere

mazzi di fiori

campanili di dolore.

Che importa se parole di cemento

giocano

tra lastre di marmo ruvido

devastando l'anima del rimpianto

oggi i morti rubano il sorriso di Dio


postato da: milano08 alle ore 09:04 | link | commenti (9)
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martedì, 28 ottobre 2008

Semper liber

“La cultura è un tesoro e l’abilità non muore mai.”Petronio

 

Era un uomo non più giovane, di all’incirca settant’anni, completamente calvo e con una pelle avvizzita dall’età, che assomigliava ad una pietraia sassosa che si inerpicava su vette altissime.

Portava calati sul naso, degli occhialoni con una montatura spessa, che gli davano una certa aria da studioso e senza i quali gli era difficile svolgere le più banali attività.

Fin da piccolo aveva coltivato una smisurata passione per i libri in genere e non c’era verso di distrarlo da essi, poiché li amava di ogni tipo: romanzi, saggi, poesie, autobiografie.

Quando entrava in una libreria, veniva colto da una smania di comprare tutto ciò che vedeva riposto in bell’ordine sugli scaffali e adorava sentire il profumo della carta e lo scricchiolio lieve che esso produceva al tatto.

Tutto ciò gli penetrava dentro, dritto fino al cuore.

A chi lo rimproverava che leggeva troppo e che avrebbe dovuto trovarsi un lavoro, rispondeva che non sapeva fare null’altro e che di tuffarsi in una professione, non ci pensava proprio.

Se un libro non era di suo gusto, lo scaraventava con noncuranza dalla finestra, ma se lo coinvolgeva, gli accadeva di stupirsi o di commuoversi a tal punto che il suo viso assomigliava a quello di un bambino stupito,che abbia visto il mondo per la prima volta.

Se si soffermava su una pagina, finiva immancabilmente per identificarsi con il protagonista, assumendone il carattere e le sembianze e a volte coglieva se stesso ridere a più non posso di ciò cui aveva dato solo una breve scorsa.

“Felix qui potuit rerum conoscere causas”mormorava fra sé e si sentiva soddisfatto quando era in grado di tradurre una semplice frase di latino, quel latino che ai tempi del liceo aveva tanto detestato, ma che ora gli appariva come una lingua straordinaria e assai efficace, di cui non si annoiava mai di imparare a memoria le mille e più sentenze.

“Ogni volta che un’anfora nuova sia impregnata di un odore, lo conserverà a lungo” declamava con Orazio,ma in effetti lui si sentiva come un vaso di fiori appassito, se non fosse stato per l’eterna giovinezza che lo trascinava nella lettura di quei tomi per i quali la sua anima viveva i suoi istanti migliori.

Lo trovarono così un giorno chino su quei libri che aveva amato tanto, curvo su quei fogli che se lo erano portato via in un soffio, in una gelida mattina d’inverno.

 

 


postato da: milano08 alle ore 10:00 | link | commenti (6)
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venerdì, 24 ottobre 2008

Ricordo

Ricordo i tuoi limpidi occhi azzurri affacciarsi sul mare. Ricordo i tuoi sorrisi discreti, i tuoi capelli bianchi. Ricordo il tuo vivere umilmente una vecchiaia pesante, le tue mani stringere grappoli di solitudine. Tu eri nonna, nonna tra molte nonne, forse parevi passare inosservata, ma non per me. Dietro un viso ingiallito dall'età, dietro il muro dei tuoi silenzi, dietro l'ombra dei tuoi sguardi, dietro parole nate vuote, tu nascondevi la dolcezza di un cuore che il tempo e gli anni non avevano voluto corrompere. Ricordo i tuoi sospiri, la tua flebile voce, il tuo giovane essere nonna. I tuoi sguardi mi scrutavano, riempivano la tua presenza in me. Amandomi di tenerezza, mi sussurravi la tua vecchiaia, legata a ruvide catene, che dipingevano il tuo volto nei corridoi del mio cuore. Sfiorando il tuo fragile corpo, temevo di soffiarti via, di strapparti, ma tu eri forte gridandomi la tua serenità. Ricordo che l'infinita distesa di quel mare che sembrava assopirsi sui tuoi occhi, mi pareva far parte di te, del tuo essere nonna, del tuo essere madre. Così ti cullavi, tra la vita e la morte, tra pause e silenzi, tra parole e sogni,ma sulla porta dei tuoi pensieri, s'indovinava la vita, il tuo essere piccola grande nonna, tra le nonne della mia città.

postato da: milano08 alle ore 08:48 | link | commenti (9)
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martedì, 21 ottobre 2008

Istanti

Capita a volte di vedere nello sguardo degli altri uno squarcio di tristezza,si coglie l'istante, ma non si sa donarlo.

postato da: milano08 alle ore 08:08 | link | commenti (7)
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mercoledì, 15 ottobre 2008

Il tempo

Dove fugge il tempo che scorre nelle mani di chi aspetta che i suoi sogni diventino realtà?Dove fugge il tempo che scorre nelle mani di chi ama? Dove  fugge il tempo di chi guarda il mondo e aspetta una risposta sincera da chi gira intorno ad esso?Dove va il tempo che passa minuto per minuto tra lacrime,sorrisi,gioia,tristezza,di chi si sente solo?L'orologio della vita segna una meta lontana e gli occhi di chi la guarda sembrano appassiti,perchè l'ora passa e la meta è sempre più lontana?Verso quegli orrizonti invalicabili tu cerchi ciò che non hai.Il tempo trascorre veloce e tu sei sempre lì ai piedi del tuo sogno irrealizzabile e gente viene e va, calpestandolo,inutile illusione di un momento di follia. Dove va questo maledetto tempo che ti  rende folle sognatore e non altro ti dà che un mattino da affrontare e la malinconia del passato in cui tu avevi fatto,potevi fare e non potrai più?Seduto di fronte al tuo tempo presente con in mano un pugno di esperienze, ricominci a sognare cose nuove, mentre i pensieri cadono a terra delusi, inutili giochi di un tempo che ti dà solo la facoltà di viverli un istante.Nuvole di persone ti balzano alla mente, dove mai saranno state trascinate?Avresti voglia di rompere la sfera del tempo, rinchiuderti in essa,goirne di più,soffrirne di meno.Dunque potrai mai raggiungere la luna dei tuoi sogni,senza che il tempo te la rubi prima?Tu odi questo tempo che ti fa perdere la gioia delle cose, che ti fa dimenticare te stesso, i tuoi segreti, le tue illusioni, le tue verità, eppure anche tu te ne vai con lui,e mentre corre avanti tu lo segui, e se si fermasse anche tu lo faresti, se dunque suo schiavo?Tu lo odi,lo temi tanto, ma dipendi da lui, se non ci fosse neppure tu ci saresti,è la tua luce, la tua stessa essenza, il tuo essere uomo.

postato da: milano08 alle ore 11:05 | link | commenti (7)
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venerdì, 10 ottobre 2008

Gelosia

Sono un reticolo

di passioni infuocate

sono l'urlo nella notte deserta

sono la pazzia che scaccia la ragione

sono un turbinio di immagini violente

che non lasciano respiro

sono le parole che travolgono l'anima

sono la morte distesa

in un letto di spine acuminate.


postato da: milano08 alle ore 09:04 | link | commenti (8)
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domenica, 05 ottobre 2008

Ora

Situazioni vuote

mi fanno essere

ciò che non sono

rimango a me stessa

gli altri sono solo

la cupa immagine

di ciò che non sarò

non rimarrò qui

in questa caverna

la luce sarà luce

e io non ho paura.


postato da: milano08 alle ore 11:37 | link | commenti (4)
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